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Parole durante il corteo Como pride 2022

La nostra consigliere Beatriz Travieso Pérez ha detto le seguenti parole, purtroppo non abbiamo una registrazione intera del intervento.

Grazie a Alle Bonicalzi per le foto, e a la nostra vice-presidente Cristina Di Giovanni per la ripresa.

Ciao e grazie di essere qui. Sia questo il vostro primo Pride in assoluto o veterani di quattro Pride a stagione ogni anno, sappiate che qui siete a casa. Como Pride 2022, come ogni Pride, è una dimostrazione pubblica della nostra esistenza, del fatto che siamo una famiglia, che ci supportiamo nonostante le nostre differenze—che sono tante.

Oggi dimostriamo la nostra capacità di guardare oltre queste differenze per sfilare insieme, atto simbolico di riconquista degli spazi comuni in città e provincia. Stessi spazi dove tanti di noi ci siamo sentiti giudicatu, esclusu, non benvenutu, e in casi estremi ma tristemente veri, aggreditu e molestatu. Siamo un enorme arcobaleno, ricco grazie alla sua diversità. Como—tra tante cose– è anche una città di confine, una città a metà tra i mondi, luogo di passaggio ma anche casa per tanti di noi.

Io sono arrivata qui otto anni fa con uno stage di sei mesi pagato 600euro e senza parlare l’italiano. Ho sempre avuto molto aiuto e fortuna nel mio percorso, ma nonostante ciò ho vissuto sulla mia pelle quanto sia difficile l’inclusione. La mia fortuna mi permette di essere qui, oggi, a rappresentare chi, come me, arriva da lontano e si sente persu tra valle e il lago. Chi ha fatto vent’anni (o di più) prima di conoscere la neve. Chi a metà della prima frase di presentazione viene fermatu e gli viene chiesto, “ma da dove arrivi?”.

Prima di arrivare a Como, i miei amicu milanesu mi hanno detto di non andare, oppure di tornare subito. I comaschu sono chiusu, bigottu. Ma come tante mamme nella storia hanno ripetuto: se cerchi il bene lo trovi ovunque. Qui ho trovato una rete di persone che capiscono che le frontiere sono tutte inventate, che non hanno paura di mangiare il mio cibo e che volentieri ballano dieci pezzi diversi in una sola serata.

Questo mondo globalizzato che costruiamo non deve essere per forza uno di sfruttamento e disuguaglianze. Sta a noi, nel nostro piccolo, rafforzare i legami con i nostri vicinu. Trovando le somiglianze e prendendo spunto l’unu dal altru. Io sono qui, su questo palco, per ricordare a tuttu che la vita non si tratta di chiudersi, di evitare danni, ma di creare bene—tuttu insieme.




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